Numero 21

Ho iniziato a leggere libri molto tardi. Quando ho iniziato l’ho fatto con la foga di chi ha bisogno di recuperare il tempo perso, seguendo un ordine vagamente maniacale. Sceglievo un autore, partivo dal primo libro pubblicato e andavo avanti fino all’ultimo. Poi passavo a un altro autore e così via. Dopo un po’ gli scrittori che avevo voglia di scoprire sono diventati troppi e l’intento di leggere tutto di tutti è stato messo da parte.
Qualche mese fa abbiamo ricevuto due racconti di Nicola H. Cosentino. Notando una continuità, ci siamo informati per capire se facessero parte di qualcosa di più ampio. Così abbiamo scoperto il bellissimo Vita e morte delle aragoste, romanzo inedito per racconti alla Olive Kitteridge. Intanto era appena uscito per Rubbettino un altro suo romanzo e quindi siamo corsi a leggerlo. E siccome anche quello ci è sembrato bellissimo, abbiamo chiesto altro e altro e altro. Per fortuna Nicola ha venticinque anni e la quantità di scritti nel cassetto è abbastanza per farsi un’idea di quanto (tanto!) valga la sua scrittura, ma non sufficiente a far perdere il contatto con la realtà a chi decida di leggere qualsiasi cosa abbia scritto.
I due racconti che ci hanno permesso di conoscere Nicola aprono il numero 21 di Colla. Ci piace pensare che per il suo protagonista, Vincenzo Teapot, questa sia la prima uscita pubblica.
Dovrebbe esserlo anche per Fritz, il cane al centro del sorprendente racconto di Ilaria Vajngerl. Ma su questo non possiamo essere davvero sicuri, perché con Fritz non si sa mai. Del resto, se un racconto che ha per protagonista il migliore amico dell’uomo si intitola Giuda un motivo ci sarà.
Non fidatevi di lui, quindi, non fidatevi nemmeno del narratore di Un complottista (Matteo Moscarda). Vi parlerà di occhi infilzati, rantoli, calci nello stomaco, di fetore di vomito, urina e infezioni. Vi parlerà di quanto sia difficile, a volte, non parteggiare per i cattivi, e del fascino glaciale delle assassine. Proverà a mandarvi fuori strada, ma ogni tanto gli scapperà la verità: tutto ciò di cui vuole raccontare è semplicemente il rapporto tra un padre e un figlio.
Poi ci sono i «brasiliani belgi» di Aniceto Fiorillo (Il Pilota e la comunità brasiliana). E tra tutte le comunità sparse per il mondo questa è l’ultima che ci sarebbe mai venuta in mente. Infatti, a differenza di Aniceto, noi non abbiamo mai conosciuto Gomes do Santos detto «il Pilota». Se l’avessimo incontrato, anche per sbaglio, allora non avremmo potuto fare a meno di seguirlo tra le feste arrangiate nelle case di Bruxelles, unirci alla sua impresa di pulizie, sognare insieme a lui di pilotare un giorno un aereo. E siamo certi che si unirebbe al Pilota anche il protagonista del racconto di Andrea Guano, La solitudine di un idraulico. Sfuggirebbe così, per una volta, o magari per sempre, all’ammaliante madame Solitudine, finalmente libero di maneggiare tubi, sistemare piatti doccia, sturare lavandini, senza il timore di ritrovarla sotto le coperte al proprio rientro in casa.
Chiude questo numero il graditissimo ritorno tra le nostre pagine di Marta Santomauro (Fare il mare), che con la solita delicatezza racconta un amore in bilico tra passato e presente, capace di portare il mare fino a Milano.
Grazie infine a Eleonora Fiori, che con la sua copertina ci ha permesso finalmente di presentarci per quello che siamo: un’elegante rivista in giacca e cravatta, riservata, un po’ radical, un po’ chic.

Francesco Sparacino

Due di Teapot
di Nicola H. Cosentino

Per un periodo, al liceo, gli piacque l’idea delle corride. A me no, a me hanno sempre fatto senso, ma per Vincenzo erano l’anima di sangue della Spagna, e la Spagna lo appassionava. Continua a leggere…

Giuda
di Ilaria Vajngerl

Chiara una volta mi ha regalato un cane di peluche e delle foto di noi due a forma di cuore. Non sapevo cosa dire, è un regalo che fanno le ragazze degli altri, credevo che a me non sarebbe mai capitato, perché Chiara è una che rutta, le smancerie le fanno schifo. Continua a leggere…

Un complottista
di Matteo Moscarda

Nell’istante in cui Paolo si scaglia verso il mendicante mi torna in mente Doina Matei, la ventunenne romena che nel 2007 ha ucciso una coetanea, alla Stazione Termini, infilzandole un occhio con la punta dell’ombrello. Continua a leggere…

Il Pilota e la comunità brasiliana
di Aniceto Fiorillo

«I brasiliani belgi» erano circa diecimila, suddivisi tra Bruxelles, Namur ed Anversa; erano meno dei brasiliani d’Inghilterra ma sempre di più dei brasiliani d’Italia. Anche i brasiliani avevano capito che in Italia tirava una brutta aria. Continua a leggere…

La solitudine di un idraulico
di Andrea Guano

Visto che in quella città non conosceva un cavolo di nessuno, a Gaspare Gargiulo non restò altro da fare che cercare una camera in affitto. In un bar consultò le pagine gialle: camere in affitto o pensioncine ce n’erano decine. Scelse una pensioncina, Sogni d’Oro, che gli parve beneaugurante.  Continua a leggere…

Fare il mare
di Marta Santomauro

Dalle finestre di Villa Liliana il sole entra di sbieco, disegna trapezi giocando con le ombre sul pavimento verde, illumina fette di corridoi bianchi profumati di pulito sintetico, un perfetto mix di detersivo alla lavanda e di luoghi che vivono con le finestre sigillate. Continua a leggere…

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