Gli interessi in comune

Autore: Vanni Santoni
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 269

La prima cosa che potrebbe saltare in mente dopo una ventina di pagine di Gli interessi in comune è di avere a che fare con una copia sbiadita di Trainspotting. Un tentativo di ripercorrere la strada tracciata da Irvine Welsh, trasportando Renton e soci nella provincia toscana e alleggerendo il tutto con un po’ di buonismo all’italiana. In effetti il rischio era alto, ma Vanni Santoni ha saputo evitare di cadere nel “già fatto”, dando vita a un romanzo di cui più si va avanti più si finisce per mettere completamente da parte i – pochi – difetti (costruzione della frase e utilizzo del dialetto non sempre impeccabili, presenza di qualche refuso di troppo).
L’autore segue i suoi personaggi dal 1995 al 2006, dagli anni del liceo fino a quelli dell’università. Iacopo, il Mella, il Paride, il Dimpe, il Malpa, Sandrone sono personaggi spesso diversi tra loro ma con un fondamentale interesse in comune: la droga. Emblematica in tal senso è la frase messa in bocca al Mella in apertura di capitolo dieci, con cui rifiuta l’etichetta di sballone sesso droga e rock and roll: “Ora, caro il mio… sballone… Tu mi devi spiegare il sesso dove l’hai visto, a meno che non calcoli anche le seghe. Del rock and roll, poi, mi pare che non ce ne sia mai fregato nulla. Su una cosa però hai ragione: ci si droga. E anche parecchio”.
A farla da protagonista nel romanzo non sono le individualità, ma il gruppo. All’inizio il lettore si trova spaesato di fronte al bombardamento di nomi e soprannomi. La bravura di Vanni Santoni, però, sta nella pazienza con cui pagina dopo pagina riesce a tracciare il profilo di ognuno dei tanti personaggi che affollano Gli interessi in comune. E sempre con pazienza porta avanti una storia in cui sembra che succeda poco ma in realtà tutto cambia e si evolve attraverso passaggi del testimone e un meccanismo di “riempimento e svuotamento”. Se nella fase iniziale il personaggio intorno a cui si muove il gruppo è Iacopo, più in là si passa al Mella e al Malpa, per ritornare infine a Iacopo. In mezzo ci sono viaggi, fidanzamenti, morti, amicizie perdute o ritrovate, c’è l’assunzione di ogni tipo di droga possibile. Soprattutto c’è un ridimensionamento del gruppo che nella prima parte si gonfia di capitolo in capitolo, attirando al suo interno sempre più personaggi, e poi, col superamento dell’adolescenza, comincia a perdere pezzi e a svuotarsi.
Alla fine, al Malpa, al Dimpe e a Iacopo non resterà che constatare come in undici anni di cambiamenti una delle poche cose rimaste intatte sia la possibilità di trovarsi insieme sotto l’effetto degli acidi.
“Terribile…”.
“Vero?”.
Francesco Sparacino
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