Al terzo seminario sulla Merkabà, Salvatore non era riuscito a capire come fosse fatto un doppio tetraedro, figuriamoci se riusciva a visualizzarlo. Perciò tutte le mattine, prima di aprire il negozio, dedicava mezz’ora alla meditazione. Continua a leggere
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I signori Murena
Giuseppe Zucco
Da tempo non guardavano la televisione di sera. Lei aspettava che il marito rincasasse, allora sedevano a tavola. Prima di iniziare, spiegando la stoffa bianca sulle gambe, lui chiedeva sempre se Carlo avesse mai chiamato. Continua a leggere
Kop
Renato D’Urtica
La bambina era semisdraiata sul divano in cucina, avvolta in una coperta. Aveva un po’ di febbre e si sentiva accaldata e debole. Teneva sotto il braccio un orsetto di peluche giallo dagli occhi di vetro.
La mangiatrice di uomini
Antonio G. Bortoluzzi
Ho pensato che doveva essere un operaio del Comune. Aveva una mazza in mano e stava piantando un picchetto di ferro in un angolo della piazza. Solo uno del Comune poteva fare una cosa del genere.
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Marialuce di Andrea Tarabbia Poco prima di cena, ieri sera, T*** è tornato a casa molto pallido in volto. Senza togliersi il cappotto è entrato in cucina, dove stavo tagliando una zucchina, e mi ha detto Non ci sono più, Marialuce, le ha portate in casa. Continua a leggere
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Denti guasti di Matteo De Simone Avevano un bel progettino su di lui. Via Cavalli, dalle tre alle sette e mezza di sera e da mezzanotte alle quattro del mattino. Ma Silviu non l’aveva capito. Pensava che l’avrebbero portato a lavorare nei cantieri. Continua a leggere
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Estremi rimedi di Danilo Deninotti Il nome completo così come riportato sulla carta di credito: Calleri Davide. Data di scadenza: 04/12. Poi controllò di aver inserito giusti i quattro gruppi di quattro cifre della sua Visa e ridigitò i tre del codice di controllo scritti in corsivo sul retro. Continua a leggere
morgana
A tutti servono buoni amici di Ferdinando Morgana È aperto il microfono, mi sentite? Però, davvero strano stare davanti a tutti in chiesa. Non l’avevo mai vista da questo lato, mai stato oltre la prima fila di panche. Non ho mai neanche parlato a così tante persone. Quanti siete.
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Verde acceso di Giulio G. D’Antona Buca nove, par cinque. Il conto dell’uomo grasso e pelato è uno sopra il par, niente handicap, si fa per giocare. La distesa d’erba curata scende con dolcezza seguendo il fianco della collina, sfuma di scuro nel rough e il green è una macchia chiara che vista da quassù [...]
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Venti angeli di Fabio Natale Il giorno dei bombardamenti a Roma, Benito si svegliò ed ebbe paura. Il mondo attorno era nero e il suo respiro era l’unica cosa. Aveva fatto un sogno che era già sfuggito e la paura che restava era qualcosa di autentico, senza origine.
