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	<title>Colla &#187; numero 17</title>
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	<description>Una rivista letteraria in crisi</description>
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		<title>Portachiavi paracadute per chiavidi Alessandra Racca</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 21:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Precipitare non è mai stato così sicuro Perché il Portachiavi paracadute per chiavi Il Portachiavi paracadute per chiavi è un’attrezzatura per scopi civili, ovvero per rendere più civile la convivenza con coniugi, figli, compagni e coinquilini che facilmente dimenticano le chiavi e che sono soliti richiamare dai cortili delle case i suddetti conviventi con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong> <em>Precipitare non è mai stato così sicuro</em></strong></p>
<p><strong>Perché il Portachiavi paracadute per chiavi</strong><br />
Il Portachiavi paracadute per chiavi è un’attrezzatura per scopi civili, ovvero per rendere più civile la convivenza con coniugi, figli, compagni e coinquilini che facilmente dimenticano le chiavi e che sono soliti richiamare dai cortili delle case i suddetti conviventi con il tipico segnale urlatorio esemplificabile con «Ma’, ho dimenticato le chiavi, me le butti?» [* Il vocativo Ma’ (Mamma) può essere sostituito da Pa’ (Papà), amore, o da nomi di persona o diminutivi].<br />
La prassi della dimenticanza chiavi prevede che, udito il tipico segnale urlatorio appena citato, il malcapitato convivente si getti alla ricerca di un sacchetto (al fine di proteggere almeno parzialmente le chiavi nel lancio) e, talvolta, di un pesetto (in caso di chiavi leggere e di lanci da altezze elevate – tipiche dei terzi e successivi piani). Ovviamente – specie se da basse altezze – il lancio può essere effettuato anche senza sacchetto, però è risaputo che il lancio ripetuto delle chiavi, in particolare se senza protezione, può causare logorio alle chiavi stesse, oltre che ai rapporti con i conviventi. Non potendo agire su quest’ultimo problema relazionale, si è pensato di trovare una soluzione razionale per il problema fisico. Si è inoltre voluta trovare una soluzione per l’annoso problema del lancio dai piani molto alti, da dove, è noto, i lanci sono pressoché impossibili da effettuare senza una adeguata attrezzatura e senza incorrere in gravi rischi per cose e persone.</p>
<p><strong>Come funziona il Portachiavi paracadute per chiavi</strong><br />
Il Portachiavi paracadute per chiavi è composto da un gancio al quale vengono fissate la/le chiavi. Tale gancio è fissato a numerose funicelle, collegate a una superficie frenante (vela) a calotta emisferica, realizzata in tessuto poliammidico di colori fluorescenti per consentire maggiore visibilità e lanci notturni. La fluorescenza della calotta consente inoltre un rapido ritrovamento delle chiavi in borse e tasche della giacca.<br />
Effettuato il lancio, la caduta del mazzo di chiavi sarà frenata dalla vela, consentendo una più dolce discesa del grave e una più sicura presa da parte del destinatario del lancio. Si potrà inoltre evitare l’impatto violento con il suolo, con altri oggetti (a titolo esemplificativo: auto parcheggiate) o parti di corpo di esseri viventi (a titolo esemplificativo: gatto o testa di passante).<br />
La calotta della vela si può arrotolare e richiudere a fagotto grazie a un semplice sistema di piegamento e gancino.</p>
<p><strong>Altri vantaggi del Portachiavi paracadute per chiavi</strong><br />
Trattandosi di un portachiavi, l’oggetto è costantemente agganciato al mazzo di chiavi. Ciò evita la ricerca del sopraccitato sacchetto ed abbrevia i tempi di lancio. È risaputo infatti che il tipico segnale urlatorio del «Ma’, ho dimenticato le chiavi, me le butti?», è anche accompagnato da successive incitazioni e indicazioni di fretta (a titolo esemplificativo: «Oh dai!», «Ci sei?», «Maaaammaaaa…»), essendo il dimenticatore di chiavi spesso anche affetto dalla sindrome da «uscita all’ultimo minuto».<br />
Il gancio che assicura le chiavi al paracadute vero e proprio ha un peso sufficiente da garantire l’efficacia di lancio anche per una singola – ed eccessivamente leggera – chiave, eliminando definitivamente il tempo per l’affannosa ricerca del pesetto.<br />
Per evitare il problema della collusione con ostacoli durante la caduta, il portachiavi paracadute è dotato di un filo di recupero di lunghezza variabile e di peso trascurabile, ma di sicura tenuta, assicurabile con un piccolo moschettone al gancio di fissaggio delle chiavi. Tale filo consente il recupero da parte del lanciatore delle chiavi qualora si verificassero problemi di lancio quali, a titolo esemplificativo, ancoraggio a fili della biancheria del vicino del piano primo.<br />
Inoltre, pur non essendo riusciti a risolvere il problema primario della dimenticanza delle chiavi del convivente, grazie all’uso del portachiavi paracadute si è notata una riduzione del nervoso del lanciatore e, al contrario, un incremento della piacevolezza del lancio.</p>
<p><a href="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guarnaccia3-Copia1.png"><img class="size-full wp-image-4222 alignleft" title="guarnaccia3 - Copia" src="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guarnaccia3-Copia1.png" alt="" width="504" height="719" /></a><br />
Illustrazione di <strong>Francesco Guarnaccia</strong></p>
<p>Francesco Guarnaccia è nato a Pisa nel 1994. Ha pubblicato una storia sull’antologia Amenità n.3 e la graphic novel <em>Guida spa­ziale al terrestre </em>(Zandegù, 2014). Collabora all’interno del blog collettivo <a href="http://troppiscrappi.tumblr.com/" target="_blank">Troppiscrappi</a> e ha un tumblr tutto suo dal titolo <a href="http://guarnagna.tumblr.com/" target="_blank">GuarnaGna</a>. Dal 2014 fa parte del collettivo Mammaiuto. Attualmente studia Design a Firenze e fa i fumetti di soppiatto.</p>
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		<title>Pellefintadi Barbara Di Gregorio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 20:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pellefinta è per sempre   Hai cominciato a venticinque anni con il roll on da tenere nel frigo per attenuare le borse e le occhiaie; poi sono venuti i sieri per le rughe sottili, le creme antiossidanti, rassodanti, rimpolpanti, i filler; i prodotti, infine, che non promettevano più di correggere i segni del tempo, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em>Pellefinta è per sempre</em></strong></p>
<p><strong> </strong><br />
Hai cominciato a venticinque anni con il roll on da tenere nel frigo per attenuare le borse e le occhiaie; poi sono venuti i sieri per le rughe sottili, le creme antiossidanti, rassodanti, rimpolpanti, i filler; i prodotti, infine, che non promettevano più di correggere i segni del tempo, ma soltanto di dissimularli allo sguardo del prossimo tramite trucchi ottici di rifrazione della luce artificiale e solare: col senno di poi, possiamo definire questi ultimi il rantolo estremo di un’industria votata a un’impresa impossibile. Tu, amica, come qualunque altra amica della tua sfortunata generazione, hai creduto al sogno di una pelle eternamente perfetta venduto a carissimo prezzo da multinazionali prive di scrupoli.<br />
Poi la tua epidermide ha detto basta.<br />
Ormai quarantacinquenne, dopo vent’anni di assoluto splendore, una mattina hai provato a spalmarti l’ennesima crema-miracolo e l’hai vista colare giù dal tuo viso come pioggia sul finestrino di un’auto. Impermeabilizzazione epidermica: pelli, ipernutrite per anni, di punto in bianco non riescono più ad assorbire alcunché, e rattrappiscono nello spazio di pochi mesi dando a una quarantenne l’aspetto di un’ottantacinquenne. Il fenomeno è attualmente censurato dai media, ancora in fase di studio presso i grandi laboratori della bellezza mondiali, ma evidentissimo nella quantità di velette e chador che infestano da qualche tempo le strade delle nostre città.</p>
<p><strong>Perché Pellefinta</strong><br />
Sappiamo bene, amica, che il nome del nostro brand ti ispira repulsione e fastidio. Non è perché non sappiamo fare il nostro lavoro. Il fatto è che nutriamo un’istintiva vocazione salvifica a parlare chiaro una volta per tutte. Noi non siamo qui per prenderti in giro, e non facciamo promesse che non si appoggino a solidi principi di ingegneria informatica e biomeccanica. Noi aborriamo la chimica: non stiamo tentando di venderti niente, infatti, che aspiri a penetrare la tua epidermide con la pretesa di rivoluzionarla e il rischio di mandarla ancora più in confusione. Il prodotto che offriamo è già tutto nel nome: pelle finta. L’unica opportunità che hai, realisticamente parlando, di tornare a guardarti allo specchio senza scoppiare ogni volta in un pianto dirotto. No, no, no, amica. Non piangere adesso. Non ne hai alcuna ragione. Sappiamo com’è. La menopausa. Ma asciuga le tue lacrime, continua a leggere, sorridi; e non temere che le tue rughe s’incidano ancora più a fondo come ogni volta che accenni un’espressione facciale: se lo vorrai, grazie a Pellefinta a partire da domani questo problema smetterà semplicemente di esistere.</p>
<p><strong>Come funziona Pellefinta</strong><br />
Pellefinta è un kit che comprende gli accessori necessari a produrre i vostri face in totale autonomia. Trattandosi di un prodotto totalmente innovativo, per spiegarti cos’è un face dobbiamo prima descriverti il processo tramite cui si arriva a stamparlo.<br />
Per prima cosa è necessario applicare al volto la maschera Orion, una sorta di passamontagna soffice, molto aderente, intessuto di milioni di microsensori che scannerizzeranno la tua pelle fin nella crepa meno evidente. Orion è in grado di individuare persino le rughe che non sai ancora di avere. Successivamente, connessa a un pc tramite cavo usb, la maschera scarica il risultato della propria scansione direttamente all’interno del programma Facemaker (scaricabile gratuitamente su www.pellefinta.it/download/freeware/facemaker/setup).<br />
Con un semplice clic, il nostro software comporrà tutte le informazioni nel progetto di quello che sarà il tuo face personale: uno strato di epidermide sintetica identica alla tua per consistenza e colore, perfettamente liscio, sul lato esterno, e solcato su quello interno dal negativo perfetto di ogni tuo segno del tempo. Potrai stamparlo ogni mattina nella tua stampante 3D versando nel serbatoio l’apposito liquido Pellefinta (il kit ne comprende dieci flaconi). A quel punto non dovrai fare altro che sovrapporre il face al tuo volto e calcare in ogni solco il suo negativo; più profonde sono le rughe, com’è facile intuire, migliore è l’aderenza del face e di conseguenza più naturale la resa: per questo, con un piccolo sovrapprezzo, ti invieremo il kit Pellefinta Deluxe comprendente una lampada a luce disseccante pulsata. Il nostro consiglio è di esporvi la pelle del viso per almeno quindici minuti subito prima di applicarvi la maschera Orion: il face risultante avrà tracce di ancoraggio più corpose, binari d’appoggio più saldi, e non rischierà di cadere a svelare il segreto della tua pelle di bambola nel bel mezzo di un colloquio di lavoro o di un appuntamento galante.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Dove trovare Pellefinta</strong><br />
Per ora puoi ordinare online il tuo kit Pellefinta all&#8217;indirizzo www.pellefinta.it/shop. Ci stiamo tuttavia organizzando per esserti il più vicini possibile: ben presto, nelle principali città italiane e europee, apriranno i battenti svariati Pellefinta store in cui sarà possibile ottenere assistenza e acquistare i nostri prodotti.</p>
<p><a href="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/Pellefinta-Di-Gregorio-Laura-Fanelli2-Copia.jpg"><img class="size-full wp-image-4224 alignleft" title="Pellefinta Di Gregorio Laura Fanelli2 - Copia" src="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/Pellefinta-Di-Gregorio-Laura-Fanelli2-Copia.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a><br />
Illustrazione di <strong>Laura Fanelli</strong></p>
<p>Laura Fanelli è nata a Termoli nel 1987. Ha studiato progettazione grafica e comunicazione visiva all’I­SIA di Urbino e alla Saint Luc di Bruxelles. Attualmente vive a Toulouse dove lavora come illustratrice e grafica freelance. Collabora con numerose case editrici tra cui Einaudi EL, Kite, Grandir, De Agostini scuola, La Nuova frontiera junior, Loescher, Ediciclo, Sinnos, Lirabelle. Il suo sito è <a href="http://www.laurafanelli.com/" target="_blank">www.laurafanelli.com</a></p>
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		<title>Sniff Snapdi Eleonora Sottili</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 20:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trecentosessanta gradi di ricordi profumati Componenti di Sniff Snap 1. Un apparato fotografico comprendente quattro obbiettivi montati in sequenza attorno al corpo centrale, ciascuno dotato di zoom e messa a fuoco automatica. 2. Una serie di fibre per la trasmissione di impulsi elettrici. 3. Recettori bipolari per la trasduzione di odori dotati di cilia dendritiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em>Trecentosessanta gradi di ricordi profumati</em></strong></p>
<p><strong>Componenti di Sniff Snap</strong><strong></strong><br />
1. Un apparato fotografico comprendente quattro obbiettivi montati in sequenza attorno al corpo centrale, ciascuno dotato di zoom e messa a fuoco automatica.<br />
2. Una serie di fibre per la trasmissione di impulsi elettrici.<br />
3. Recettori bipolari per la trasduzione di odori dotati di cilia dendritiche artificiali.<br />
4. Bolle plastiche per la conservazione olfattiva.<br />
5. Struttura nasale in silicone altamente elastico.</p>
<p><strong>Accorgimenti estetici opzionali per Sniff Snap</strong><br />
Nella produzione commerciale di Sniff Snap<strong> </strong>l’inventore ha previsto di realizzare il corpo principale della macchina in polietilene sottoposto a laccatura azzurro carta da zucchero, rosa fucsia,<strong> </strong>verde pisello, bianco guscio d’uovo. Sarà inoltre possibile scegliere la struttura nasale secondo personali inclinazioni: naso a becco di pappagallo, sottile e appuntito, augusteo, fremente e sensuale, stretto e sprezzante. <strong></strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong>Come funziona Sniff Snap</strong><br />
Quando il soggetto cliccante deciderà di scattare una fotografia, premendo il pulsante dell’apparecchio, metterà in moto sincrono tutti gli obbiettivi. In tal modo i sensori digitali fotograferanno lo stesso momento puntando verso i quattro punti cardinali, tre dei quali il soggetto si troverebbe altrimenti a ignorare.<br />
In simultanea, attraverso un sistema di molle, leve e snodi meccanici, la pressione sul pulsante invierà un impulso e il naso in silicone altamente elastico si contrarrà (l’inventore si permette di specificare che il movimento è in tutto simile a quello compiuto dal nostro naso, così come da quello di gatti o cani, quando si annusa).<br />
L’aria così introdotta nel sistema metterà in moto i recettori bipolari, che invieranno attraverso le cilia dendritiche l’impulso odoroso trasformato in impulso elettrico. La totalità degli impulsi elettrici verrà assorbita dalle bolle plastiche per la conservazione olfattiva.<br />
Al momento della fruizione – visione su pc o sviluppo su pellicola dell’immagine – agitando la corrispondente bolla il soggetto potrà liberare una quantità di profumo sufficiente a rivivere l’atmosfera odorosa della scena originale.<br />
Per poter ripetere l’esperienza enne volte basterà scaricare sul proprio pc le tracce visive e odorose. Un cavetto USB permetterà di ricaricare le bolle qualora dopo numerose esperienze percettive combinate, la traccia olfattiva diventasse troppo evanescente.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>Perché Sniff Snap</strong><br />
L’apparecchio può essere utilizzato per divertimento e il suo utilizzo non necessita preventivamente di alcuna riflessione filosofica, salva la valenza euristica del progetto.</p>
<p>Sniff Snap:</p>
<p>a) permette di fotografare tutto ciò che di solito resta fuori dagli scatti. Abituato a prediligere una specifica inquadratura, spesso il soggetto cliccante non si accorge di quello che ha intorno: scorci inconsueti, angolazioni innovative, primi piani inaspettati di passanti e turisti. Nel caso si trovi di fronte al David di Michelangelo a Firenze, ad esempio, difficilmente il fotografo penserà di voltarsi dando le spalle al monumento. Rischierà allora di ignorare la coppia di giapponesi appena sposati – lei avvolta nel tulle tradizionalmente rosso – che gli passano proprio dietro radiosi e felici, nell’attimo stesso in cui lui sta mettendo a fuoco il sasso nella mano del David. Adesso questo non accadrà più. I quattro obbiettivi, scattando in contemporanea, produrranno un’immagine a 360 gradi di Piazza della Signoria, giapponesi neoconiugati compresi. Inoltre, sedie spostate, borse tolte, soprammobili ingombranti e di dubbio gusto, amici a cui sarà stato detto <em>togliti un momento che voglio fare una foto</em>, torneranno a comparire nelle altre tre immagini prodotte, rendendo molto più interessanti le composizioni spaziali;</p>
<p>b) permette al soggetto cliccante di conoscere la propria espressione nel momento in cui guarda un panorama che gli piace o la persona di cui è innamorato. Utilizzando l’apparecchio, lui stesso entrerà in uno degli scatti, finalmente senza quel sorriso da ebete che si ritrova quando si mette in posa. L’espressione sarà invece concentrata, intelligente, intensa e rapita, utilizzabile senz’altro nel personale profilo Facebook.</p>
<p>c) in riferimento al precedente punto b) è facile comprendere come Sniff Snap possa rivelarsi utile anche per migliorare l’atteggiamento psicologico del soggetto. Il vedersi immortalati in circostanze di svago e di amabile fruizione ambientale funziona come rinforzo positivo e amplifica il senso di benessere, nonché l’autoconsapevolezza, elemento imprescindibile per lo sviluppo personale.</p>
<p>d) permette di ripercorrere un ricordo nella sua dimensione più profonda, quella olfattiva appunto, inducendo nel soggetto di fronte a ogni foto un’esperienza piacevole e nostalgica più completa e olistica. Esempi di odori fotografabili: buio estivo, bucato dopo prolungata esposizione al sole, potatura stagionale di pitosforo, stallatico montano in un mattino d’agosto, resina di pigna bruciata, legno di barca in secca, abete natalizio con o senza candele.</p>
<p><strong>Sintesi dei vantaggi principali dell’invenzione</strong><br />
Un utilizzo costante e continuato di Sniff Snap<strong> </strong>permetterà al soggetto di accrescere la conoscenza dell’ambiente circostante, di sapere sempre cosa si nasconde dietro le proprie spalle, di amplificare l’autoconsapevolezza e di conseguenza crescere come individuo, godendo di un progressivo aumento del proprio benessere psicosociale.<br />
Infine grazie alla registrazione fotografica odorosa il soggetto potrà sperimentare quella che viene indicata comunemente come «Sindrome di Proust», senza peraltro dover assaggiare una Madeleine, dolcetto ad alto contenuto calorico e di difficile rintracciabilità commerciale.</p>
<p><a href="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/manfredi-damasco_sniffsnap-1.jpg"><img class="size-large wp-image-4236 alignleft" title="manfredi damasco_sniffsnap (1)" src="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/manfredi-damasco_sniffsnap-1-723x1024.jpg" alt="" width="540" height="764" /></a><br />
Illustrazione di <strong>Manfredi Damasco</strong></p>
<p>Così come, considerate l&#8217;apertura alare e la frequenza del battito delle ali in relazione al peso, è scientificamente provato che un coleottero non può volare, ma il coleottero vola comunque, Manfredi Damasco non esiste.</p>
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		<title>Skinterestdi Marco Lazzarotto</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 20:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tuo Social Network per la pelle  Ti aggiri tra il dehors e l’interno di questo nuovo locale di San Salvario di cui non ricordi il nome, con un drink sconosciuto che il cocktail designer ti ha messo in mano, e intanto pensi a com’è diventato più facile scopare da quando c’è Skinterest®. Non che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em>Il tuo Social Network per la pelle</em></strong></p>
<p> Ti aggiri tra il <em>dehors</em> e l’interno di questo nuovo locale di San Salvario di cui non ricordi il nome, con un drink sconosciuto che il <em>cocktail designer</em> ti ha messo in mano, e intanto pensi a com’è diventato più facile scopare da quando c’è Skinterest®.<br />
Non che prima fosse difficile. Ma con Facebook per concludere qualcosa dovevi passare tutto quel tempo <em>a scrivere</em>. Che poi il più delle volte la foto in bikini sul profilo risaliva a una vita e quindici chili fa, o era fotoscioppata. O non era nemmeno lei, nella foto. Ti ricordi Marzia di Savona? Sempre che si chiamasse Marzia e fosse davvero di Savona.<br />
Il bello di Skinterest® è che mette d’accordo tutti, amanti della tecnologia e difensori della vita sociale <em>off-line</em>. Di più: Skinterest® è il nuovo dispositivo che meglio di tutti sintetizza lo spirito dei tempi, con l’abbinamento più <em>cool</em> del momento, <em>social network</em> e tatuaggi.<br />
Lo pensi anche tu. Sei solo agli inizi, ma credi di aver fatto un buon lavoro. Ti sei fatto impiantare la pelle pixellata sul collo, dietro, dove compare la copertina dell’album che stai ascoltando, e sugli avambracci: a destra condividi i viaggi che hai fatto; anziché caricare delle foto come fanno tutti, hai usato dei simboli per rappresentare le città. Ad esempio, per New York hai scelto una cisterna dell’acqua stilizzata, di quelle che ci sono sopra quasi ogni palazzo, per evitare immagini stra-abusate quali la Statua della Libertà o l’Empire State Building; sul sinistro ci sono i loghi, non ufficiali però, delle serie tv che ti piacciono. Ci hai messo anche «The Wire», per quanto già il primo episodio ti abbia rotto i coglioni, ma è un <em>must</em>, e non vuoi sembrare uno poco esperto. Del resto, non sei neanche mai stato a New York, ma il tipo di ragazze che ti piacciono ci va spesso, e non vuoi sembrare uno sfigato.</p>
<p>In questo nuovo locale del quartiere più <em>trendy</em> di Torino tutti si sono adeguati a Skinterest®. Solo per dire il successo e la diffusione della pelle-bacheca, che cambierà radicalmente – ne siamo sicuri – il modo di relazionarsi nei prossimi anni. C’è di tutto, su braccia, spalle, colli, polpacci, caviglie, fondoschiena… non sai da dove iniziare!<br />
Ehi! Ecco che intercetti una bandiera americana su una spalla e d’istinto porti subito la mano all’avambraccio con i tatuaggi digitali dei viaggi. Col pollice e l’indice ingrandisci e metti in primo piano la cisterna.<br />
La spalla appartiene a una bella ragazzona con i capelli raccolti sulla nuca. Ti avvicini e approvi, sorseggiando per la prima volta il tuo drink. Quello che ammiri in lei è la disinvoltura con cui porta top, fuseaux neri, stivali indianini e nient’altro. Con estrema soddisfazione, noti che ha davvero un bel culo. Torni dal <em>cocktail designer</em> e ti fai preparare un altro bicchiere. Quando le porgi il drink, il tatuaggio della cisterna è in bella vista sul tuo polso. Lei lo osserva, osserva il drink e infine osserva te. Prende il bicchiere dalla tua mano e ti sorride. È fatta, pensi. Difficile rimanere fregati, con Skinterest®. ’Fanculo Facebook, ’fanculo Marzia di Savona, ti dici mentre brindate.<br />
Mezz’ora dopo siete a casa sua, un bilocale su ballatoio in via Baretti, e ti sta togliendo di dosso i vestiti con foga. Una volta che ti ha denudato, ti studia, ti gira, ti esplora. Vuole conoscere i tuoi segreti. Ma tu non ne hai, o meglio, non sai ancora se e dove applicare la pelle pixellata per farti i tatuaggi digitali delle cose che ti stanno più a cuore. Sul petto? Sul pube? Nell’interno coscia? Il problema è che forse non lo sai ancora, quali sono le cose che ti stanno più a cuore. Quello che importa, adesso, sono le dimensioni della tua erezione.<br />
Ti afferra nello stesso istante l’avambraccio dei viaggi e l’uccello. Con un dito sfiora i simboli delle città, «Praga, Barcellona, Porto» dice quando le riconosce, mentre l’altra mano fa su e giù.<br />
Poi si sfila il top rivelando due tette portentose, ma è una visione che ti colpisce per un attimo, perché la tua attenzione è tutta presa da una cosa in mezzo ai seni. Lì, dove finiscono di sfumare le strisce bianche e rosse, grossa quasi come un seno, c’è tatuata una testa.<br />
Alessandro Baricco guarda dritto verso di te, i capelli arruffati, un ricciolo ribelle sulla fronte, gli occhi socchiusi a metà tra la riflessione profonda e l’abbiocco, le labbra semiaperte, come a dire, Sì, sono proprio io.<br />
Ti stacchi da lei, sorpreso.<br />
«Non hai mai letto <em>Oceano mare</em>?» ti dice. La domanda è retorica.<br />
Lei aspetta una risposta, mentre tu non riesci a sottrarti dallo sguardo di Baricco. Parliamone. Non è un caso come Marzia di Savona, per carità, ma cosa farai adesso, eh? Cosa le dirai?<br />
Ti scosti da lei e le dici che devi andare in bagno, un attimo.</p>
<p>Abbiamo il miglior servizio clienti del mondo, noi di Skinterest®. Puoi chiamarci, chattare con un nostro operatore, condividere i tuoi problemi su Instagram – ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni l’anno. C’è sempre qualcuno pronto a risponderti. Perché non vogliamo che ci siano mai ostacoli alla tua socialità, e tu possa scopare sempre e comunque.<br />
Per cui, è inutile che ci chiami, parlando sottovoce, con il rumore di un rubinetto aperto sullo sfondo, dicendoci che non ti tira più, o chiedendoci di riassumerti <em>Oceano mare</em>. Noi il nostro dovere l’abbiamo fatto. Non avresti mai avuto di là, sul tuo letto, ad aspettarti, una ragazza come lei, senza Skinterest®.</p>
<p><a href="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/Sara-Flori-Skinterest_ok.jpg"><img class="size-large wp-image-4238 alignleft" title="Sara Flori Skinterest_ok" src="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/Sara-Flori-Skinterest_ok-723x1024.jpg" alt="" width="540" height="764" /></a><br />
Illustrazione di <strong>Sara Flori</strong></p>
<p>Nata a Siena, Sara Flori si specializza in illustrazione alla Scuola Comics di Firenze. Collabora con case editrici ed agenzie di comunicazione, spaziando dall&#8217;illustrazione per bambini all&#8217;advertising. Parallelamente si dedica anche alla pittura, esibendosi in perfomance di live painting ed esponendo le sue opere in collettive e personali. La musica, la semplicità, le imperfezioni e le atmosfere sognanti ispirano il suo stile, la sua creatività e la sua visione del mondo. Il suo sito è: <a href="http://www.saraflori.blogspot.it/" target="_blank">http://www.saraflori.blogspot.it/</a></p>
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		<title>Macchina molteplice per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni)di Andrea Ferrari</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 20:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dai una mazzata ai cattivi pensieri Coniuge musone? Adolescenti sbarellati? Mattutini languori? Pianti dirotti? Ora puoi dire basta! Finalmente anche in Italia la famosa Macchina molteplice per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni). Pronta alla bisogna, più efficace di un ansiolitico, meno cara di un analista, ecologica, scientifica, di facile funzionamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em>Dai una mazzata ai cattivi pensieri</em></strong></p>
<p>Coniuge musone? Adolescenti sbarellati? Mattutini languori? Pianti dirotti? Ora puoi dire basta!<br />
Finalmente anche in Italia la famosa Macchina molteplice per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni).<br />
Pronta alla bisogna, più efficace di un ansiolitico, meno cara di un analista, ecologica, scientifica, di facile funzionamento, occupa poco spazio e genera concrete possibilità di guadagno con la vendita delle proprie risulte.<br />
Fornita in scatola di montaggio completa di brugole e di istruzioni dettagliate plurilingue o, se preferisci, con un piccolo supplemento, già montata e pronta all’uso.</p>
<p><strong>Come funziona la Macchina molteplice per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni)</strong><br />
L’ordigno, vedremo perché <em>molteplice</em>, si compone di varie parti che di seguito elenchiamo unitamente alle loro funzioni e interconnessioni:</p>
<p>1. Alimentazione.<br />
La macchina è alimentata a corrente elettrica generata in modo assolutamente ecocompatibile attraverso l’utilizzo di quattro gattoni (non forniti) e di altrettanti topetti (forniti). Ogni gattone è sistemato in una gabbietta senza fondo, dotata di <em>capotte</em> e posizionata su un <em>tapis roulant</em>; ogni topetto in un’altra gabbietta munita di ruota, piazzata di fronte a quella del gattone. Quest’ultimo, una volta sollevata la <em>capotte</em>, nel tentativo vano di acchiappare il roditore, correrà furiosamente sul <em>tapis roulant</em>, generando la fuga in direzione opposta del topetto che farà girare vorticosamente la ruota. Tutto questo annaspare fornirà energia rotatoria a otto dinamo, che genereranno «corrente» sufficiente all’analizzatore di fisime e alle altri parti del congegno.</p>
<p>2. Analizzatore di fisime.<br />
Si compone di un imbuto (da posizionare davanti alla faccia del soggetto) collegato a una scatola, vero cuore del sistema, dove una serie di stantuffi comprimono i pensieri (emessi, come dimostrato da recentissimi studi, attraverso il naso) all’interno di una serie di filtri sempre più selettivi. I pensieri buoni, notoriamente lievi, passeranno indenni il filtraggio per fuoriuscire da un apposito tubo che li convoglierà verso un imbottigliatore che li sigillerà in appositi contenitori (non forniti). Vanno bene comuni bottiglie e, in casi estremi, contenitori ermetici per formaggi e/o verdure bollite. I pensieri cattivi, grevi per definizione, verranno bloccati dai filtri in ragione della loro negatività; i più gravidi di sfiga per primi, quelli via via più innocui dai filtri successivi. Ogni stadio di filtraggio comprimerà il pensiero cattivo di volta in volta catturato direzionandolo verso un interruttore a pale.</p>
<p>3. Interruttori a pale.<br />
Si compongono di un’elica dotata di moltipliche atte a enfatizzare l’energia del pensiero sfigato (più sfigato il pensiero, più intensa l’energia) e vengono posizionati di fronte ai tubi di uscita da ogni stadio di filtraggio (a eccezione dell’ultimo tubo, quello che imbottiglia i pensieri felici).<br />
Le pale, girando, faranno sollevare una mazzuola gommata, sistemata su apposita asticella graduata e incombente sulla testa del soggetto. Più sfigato sarà il pensiero, più la carrucola alzerà la mazzuola. Un apposito scatto, piazzato all’uopo sull’asticella graduata, farà precipitare la mazzuola al momento opportuno.</p>
<p>Durante l’intero processo, il soggetto giacerà tranquillamente su una poltrona reclinabile del tipo di quelle normalmente in uso sugli aeroplani o sui moderni aliscafi, dotata di cintura di sicurezza (che renderà inutile ogni tentativo di fuga) e di tavolinetto dove potranno trovare posto generi di conforto e riviste.</p>
<p><strong>Accensione della Macchina molteplice per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni)</strong><br />
Per accendere la macchina sarà sufficiente:<br />
a) acchiappare i gattoni (non forniti);<br />
b) posizionarli dentro le gabbiette;<br />
c) abbassare la leva che solleva le <em>capotte</em>.<br />
Per comodità d’uso i topetti vengono consegnati già chiusi nelle apposite gabbiette ruotate, dove potranno essere allevati per il diletto di tutta la famiglia.</p>
<p><strong>Fondamenti storico/scientifici sulla Macchina molteplice per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni)</strong><br />
La macchina si basa sul riflesso condizionato studiato ai primi del Novecento da Ivan Pavlov – fisiologo russo, premio Nobel per la Medicina nel 1904 – su alcuni cani diventati poi famosissimi come «cani di Pavlov» (se ne conservano alcuni impagliati nel Museo della Scienza di Rjazan, ridente cittadina situata sulle rive del fiume Oka – Russia Occidentale).<br />
Nel nostro caso, lo stimolo condizionante è fornito dalla mazzuola e dal suo precipitare sul capo del soggetto; egli imparerà così a controllare i propri pensieri negativi cercando di minimizzare le mazzate e conserverà tale abito mentale anche una volta svincolato dall’ordigno.<br />
Inoltre, la mazzata fornirà un elemento concreto alle proprie uggiosità restituendo al soggetto il perduto nesso causale: egli non lamenterà più <em>ansie immotivate</em>, <em>misteriose prostrazioni</em>, <em>devastanti flemme</em>, <em>infondate pigrizie</em>, ma tenderà ad attribuire tutto ciò alla mazzuola facendone il proprio capro espiatorio.<br />
Non dirà più un insano: «Sono triste, non so perché», ma un sanissimo e vitale «Ebbasta con sta’ mazzuola!».</p>
<p><strong>Consigli utili sulla Macchina molteplice per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni)</strong><br />
Che farsene poi delle bottiglie e dei tupperware (non forniti) pieni di pensieri felici?<br />
In questo sta la novità, il vero colpo di genio, il motivo di quel <em>molteplice </em>che abbiamo voluto inserire, brevettandolo, nel nome dell’apparecchio.<br />
Basterà compiere alcune semplici operazioni, utilizzare il pratico inverter (fornito), e le vostre notti metteranno le ali, trasformandosi in viaggi meravigliosi pieni di avventure a lieto fine.<br />
Non dovrete fare altro che:<br />
a) disconnettere il sistema di filtraggio ed il sistema di interruttori a pale;<br />
b) connettere al suo posto l’inverter che altro non è se non un sistema di pompe (le une aspirano i pensieri dalle bottiglie, le altre li spingono fuori);<br />
c) inserire il tubo recante l’imbuto all’estremità dell’inverter;<br />
d) posizionare l’imbuto sul complesso naso-bocca del soggetto;<br />
e) agire sulla leva per risvegliare i gattoni (non forniti) dopo averli acchiappati.</p>
<p>Ecco allora che uno ad uno i pensieri felici risaliranno le vie respiratorie per posizionarsi laddove la fisiologia del cervello li vuole alloggiati, nei crocicchi di neuroni, fra i labirinti delle masse molli, là dove le amigdale si fanno più strette e tutto corre più veloce, perdendo consistenza, insomma, là dove nascono i sogni.<br />
E che sogni potranno mai nascere dai pensieri felici distillati per voi dalla Macchina molteplice se non sogni felici? E chi siete voi per dire che quelli non sono altro che sogni ben diversi dalla realtà, se quest’ultima, mentre dormite, non è altro che quella sognata?<br />
Se poi vi avanzerà qualche bottiglia, se troverete qualche tupperware intanato in un cantuccio, non lasciate che prenda polvere (anche i pensieri felici dopo un po’ scadono), ma vendetelo a qualche bisognoso di notti gloriose, rientrerete rapidamente della spesa affrontata per l’acquisto della meravigliosa Macchina molteplice, l’unica, l’originale, scientificamente progettata per dissipare i cattivi pensieri (e migliorare la qualità dei sogni).</p>
<p><a href="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/dalia-del-bue-colla-alta-def-1-Copia.jpg"><img class="size-full wp-image-4231 alignleft" title="dalia del bue colla alta def (1) - Copia" src="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/dalia-del-bue-colla-alta-def-1-Copia.jpg" alt="" width="462" height="520" /></a><br />
Illustrazione di <strong>Dalia Del Bue</strong></p>
<p>Dalia Del Bue è nata nel 1984, ha frequentato l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, lavorando in seguito presso alcuni studi d’artigianato, restauro e arte contemporanea. Come illustratrice ha collaborato con Il Fatto Quotidiano, Barricate!, Aspirina, Edizioni Gruppo Abele, Fusta Editore e ha partecipato a vari progetti editoriali, tra cui 64 Kamasutra Artbook, Cadillac magazine, Orlando rivista, Pastiche e lo<br />
spettacolo Scheherazade. Il suo sito è <a href="http://www.daliadelbue.com" target="_blank">www.daliadelbue.com</a></p>
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		<title>STRIFER. Il solleva tavoletta a riconoscimento (fer)ormonaledi Stefano Amato</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 20:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Addio alle liti domestiche con Strifer Perché STRIFER Fatto numero uno: è noto che i maschi quando urinano tendono a lasciare abbassata la tavoletta del water, schizzandola di pipì e facendo così infuriare i membri femminili del nucleo familiare. Fatto numero due: detti membri femminili useranno tale inosservanza come arma segreta al primo litigio utile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em>Addio alle liti domestiche con Strifer</em></strong></p>
<p><strong>Perché STRIFER</strong><br />
Fatto numero uno: è noto che i maschi quando urinano tendono a lasciare abbassata la tavoletta del water, schizzandola di pipì e facendo così infuriare i membri femminili del nucleo familiare.<br />
Fatto numero due: detti membri femminili useranno tale inosservanza come arma segreta al primo litigio utile, tanto che non è esagerato affermare che un semplice non-gesto come quello di tenere abbassata la tavoletta del water, sia fra le prime cause di separazione fra persone di sesso opposto.</p>
<p>È in questi casi che torna utile il Solleva tavoletta a riconoscimento (fer)ormonale.</p>
<p><strong>Come funziona STRIFER</strong><br />
Il solleva tavoletta a riconoscimento (fer)ormonale (d’ora in poi STRIFER) consta di:<br />
a) un sensore elettronico (da applicare alla vaschetta dello sciacquone o alla parete alle spalle del water) collegato a un sistema idraulico;<br />
b) un pedale di emergenza.</p>
<p>Sappiamo che gli uomini secernono alcune sostanze endocrine, come particolari ormoni e feromoni, che li distinguono dalle donne. Queste sostanze purtroppo sono invisibili al sistema olfattivo umano. Ma grazie al suo sensore, lo STRIFER è in grado di percepire gli ormoni secreti da un maschio che si sia avvicinato al water e resti lì in piedi. Una microcamera a riconoscimento facciale, nel frattempo, capirà che l’uomo è rivolto <em>verso</em> il water, in modo da distinguere la minzione dalla defecazione. Istantaneamente, il sistema idraulico collegato al sensore solleverà la tavoletta, e la riabbasserà solo dopo che l’utente avrà tirato lo sciacquone e/o si sarà allontanato.<br />
Essendo lo STRIFER dotato di parti elettroniche deperibili, lo abbiamo fornito di un pedale che il cliente sistemerà, in caso di malfunzionamento del sensore, in corrispondenza del punto in cui un uomo in procinto di mingere posizioni il proprio piede destro. Così, non appena premuto il pedale la tavoletta si solleverà: proprio come avviene con una pattumiera.</p>
<p><strong>Prodotti complementari della gamma STRIFER </strong><br />
Lo STRIFER è tarato sull’emissione media di ormoni e feromoni del maschio adulto caucasico. Potrebbe quindi mostrare una certa ritrosia a funzionare nel caso in cui un soggetto secerni dette sostanze in quantità inferiori a determinati valori. In questo caso consigliamo innanzitutto una cura ormonale e/o una dieta adeguata (vedere il ricettario allegato contenente alcune pietanze che stimolano la produzione di ormoni e feromoni). Altrimenti potrebbe essere d’aiuto l’uso quotidiano dei nostri prodotti per il corpo, ovvero il deodorante, il docciaschiuma e lo shampoo STRIFER, i quali, imitando la chimica degli ormoni, inganneranno il sensore e renderanno lo STRIFER perfettamente funzionante. Questo eviterà al soggetto di lasciare sulla tavoletta imbarazzanti macchie di urina che testimonierebbero la propria carenza di afrori maschili e, viene da sé, la propria inadeguatezza come uomo.<br />
Nel caso in cui non vogliate cambiare dieta o usare uno dei nostri prodotti, e soprattutto se il vostro water è usato anche da bambini, non vi resta che usare l’apposito pedale.</p>
<p>Potreste chiedervi: perché non vendere solo il pedale, visto che la componente elettronica è deperibile?<br />
Il motivo è semplice: siamo obbligati per contratto a vendere STRIFER nella sua completezza. Ovviamente l’acquirente è libero di disconnettere STRIFER dalla rete elettrica e usare solo il pedale. Ma questo è un comportamento che deploriamo, e non ci sentiamo in nessun caso di incoraggiare.</p>
<p><a href="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/Strifer-Stefano-Amato-Sicks-Copia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4229" title="Strifer Stefano Amato Sicks - Copia" src="http://www.collacolla.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/Strifer-Stefano-Amato-Sicks-Copia.jpg" alt="" width="596" height="830" /></a><br />
Illustrazione di <strong>Sicks</strong></p>
<p>Sicks è nata e vive a Roma. Ha iniziato a farsi conoscere con la pittura, esponendo in centri sociali, associa­zioni culturali e gallerie. Ha sfornato locandine e copertine per gruppi legati alla scena musicale indipen­dente romana. Si è diplomata alla Scuola Internazionale di Comics in Animazione 2D. Per Zandegù, ha pubblicato nel 2013 i bignami a fumetti <em>Orgoglio e pregiudizio, La sirenetta </em>e <em>Jane Eyre</em>.</p>
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